ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE "l.PIRANDELLLO PORTO EMPEDOCLE"

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Porto Empedocle

La torre Carlo V

Porto Empedocle è un paese prettamente marinaro che negli ultimi anni ha visto una grande espansione edilizia indirizzata verso la parte alta della cittadina, creando fenomeni di emigrazione interna che stanno vedendo spopolarsi il vecchio Centro Storico dove è sito l’Istituto Comprensivo “ Pirandello ”.

Anticamente , Porto Empedocle, era soltanto la spiaggia di Agrigento .Ogni giorno i pescatori venivano a lavorare in questa spiaggia ed a tarda sera ritornavano ad Agrigento per difficili scorciatoie. Il Vescovo Lorenzo Gioeni intuì l’importanza dello sviluppo del commercio e fece costruire, aiutato dal Re Carlo III° di Borbone , il molo, iniziato nel 1749 e concluso nel 1763 costando la somma di 507.000 ducati pari a £ 2.160.000.Le antiche fosse furono sostituite da piccole costruzioni sulla spiaggia per deposito e uffici. Ai pescatori agrigentini che la sera dovevano tornare nella vicina città, stanchi di andare e venire ogni giorno dalla spiaggia, venne l’idea di stabilirsi sul posto. Così nel 1830, anche perché con lo zolfo ci fu un grande sviluppo, sorsero le prime case ed a poco a poco si formò un villaggio e poi un piccolo paese. Si aprirono Agenzie marittime, sorsero Legazioni estere, si costruirono i primi palazzi. Fu eretta una chiesa, si ebbero un medico, uno speziale, un Caffè e un Bazar di un certo Salvatore Cirillo. Il Paese venne chiamato prima Porto di Girgenti; poi con il R.D. del 4 Gennaio 1863 si chiamò Porto Empedocle in onore del grande filosofo agrigentino.  

LA PESCA A PORTO EMPEDOCLE

La pesca a Porto Empedocle è di massimo interesse sia per il prodotto che costituisce un alimento indispensabile sia perché di essa vive quasi metà della nostra popolazione. La pesca si pratica nelle acque territoriali in tutte le stagioni, salvo che nel periodo della riproduzione dei pesci. La pesca viene praticata con le paranze e con le reti a strascico. Le paranze escono dal porto nelle prime ore del mattino. Ad una certa distanza dalla costa, calano le reti e si mettono in poppa, lasciandosi trasportare a vela piena o a mezza vela. Il ritorno delle paranze è una delle scene più suggestive della nostra vita portuaria. La pesca con le paranze a Porto Empedocle dà un prodotto annuo medio che va dalle 500 alle 600 tonnellate di pesci: sogliole, triglie, merluzzi, rombi, calamari, polipi, seppie, gamberi, ecc.

Un altro genere di pesca è quella dei battellieri che usano speciali reti (palangari, tartagna, sciabica, tartaruni ) e riforniscono il mercato con spigole, cefali, sgombri, anguille, aragoste, corvelli, latterini, tutti pesci ricercati per la loro freschezza e qualità. Assai importante è la raccolta delle vongole e di altri frutti di mare persino spediti anche fuori dalla Sicilia. Nei mesi, da aprile ad agosto, si pescano le sarde e le alici con barche e reti apposite che nelle annate buone superano le 300 tonnellate. Si pesca di notte ed in luoghi non determinati, essendo le sarde e le alici, pesci di passa e che seguono vie capricciose. Se i pescatori indovinano la direzione allora la pesca sarà abbondante. Se però non indovinano la via giusta allora sono guai specialmente quando le reti vengono avvistate dai delfini. Le sarde e le alici vengono trattate con il sale e riposte nei barili per l'esportazione. La maggior parte delle sarde si vende al mercato e sono gli stessi pescatori che mettono il prezzo in base ai loro bisogni.

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