Presagi del tempo Il folklore nautico attribuisce a molti animali una strana influenza sulle condizioni del tempo, è considerato malagurio l’aver a bordo una lepre morta. Il gatto è mal visto a bordo. Spiace ai marinai di vedere il gatto insolitamente allegro, perché ciò presagisce burrasca, se esso soffia, o si lecca le zampe, o se le passa sopra le orecchie, pioverà; verrà o continuerà la calma. La sferza che era in uso nella marina inglese per castigare i marinai si chiamava "il gatto delle nove code". Forieri di mal tempo sono altresì varie sorte di uccelli, procellaria, da noi italiani detta petrello, cioè piccolo Pietro, perché si credeva che, come già il Principe degli Apostoli, camminasse sulle acque e che presagisse la tempesta. L’uccisione di un gabbiano, e peggio di un albatro, era un atto nefando. Le rondini, che in terra sono notizie di buon tempo, sono infauste in mare. Gli alcioni annunziano invece il buon tempo e la calma. E’ antica la credenza che quando un branco di delfini scherza intorno ad una nave, ed entra in un porto, il mal tempo sia vicino; la stesso dicasi dei nautili, che si affondano presagendo il fortunale. Gli antichi attribuivano ad un piccolo pesciciattolo, la remora, la forza sufficiente per arrestare una nave in cammino. E’ assolutamente ripugnante per i marinai l’avere a bordo bare, cadaveri, scheletri mummie, e parti di un corpo umano, giacchè la nave che li porta non può fare un buon viaggio. Tutti i marinai del mondo, a qualunque razza appartengano, credono che il Diavolo o per lo meno lo spirito maligno di altre religioni, eserciti il suo potere nel mare e nelle tempeste. ___________ Proverbi Cu avi lingua passa u mari ( chi ha lingua passa il mare) Fimmina, focu e mari, fanno l’omu piriculari (donne, fuoco e mare espongono l’uomo al pericolo) L’acqua du mari nun lava (l’acqua del mare non lava) Tutti i sciumi e i sciumari currunu a mari (tutti i fiumi e le fiumare corrono verso il mare) Parra beni do mari, ma teniti na terra (loda il mare, ma tieniti lontano) Dammi furtuna e iettami a mari (dammi fortuna e buttami in mare) Si un pazzu va a mari nunn’ aspittari u so turnari (se un pazzo va a mare non aspettare il suo ritorno) Tra u diri e u fari c’è di mezzu u mari (tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare) |